
Autore: Stefano Langellotti
Data di pubblicazione: 22 maggio 2019
FIGLIO MIO, QUANTO COSTA LA TUA UNIVERSITÀ!
Il 28 aprile 2019 il mio adorato Codice di Iscrizione all'Albo dei Consulenti Finanziari ha compiuto 19 anni.
L’età giusta per iscriversi all'università: il ragazzo vuole fare giurisprudenza.
Da buon papà mi informo con lui sui migliori percorsi di studio, in Italia e all'estero, poiché questo mondo globalizzato ha sì moltiplicato le opportunità, ma anche moltiplicato la competizione – solo l’India ad esempio sforna due milioni di laureati in ingegneria ogni anno – e come confermano le statistiche un laureato in una prestigiosa università ha più possibilità di inserirsi in contesti lavorativi importanti.
Gli propongo quindi di guardare insieme la classifica delle migliori università al mondo nel 2019 per la facoltà da lui scelta e al primo posto c'è Harvard, negli USA.
Dicono sia il massimo, per un aspirante avvocato.
Già me lo vedo, fiero e con la toga, a discutere in aula come uno dei protagonisti della serie televisiva "Suits" !
C'è solo un problema: la retta di circa 40.000 euro l'anno (45.000 dollari).
Con la borsa di studio si arriva a pagare “solo” 20.000 l'anno. Poi ci sono vitto e alloggio: ad essere buoni un migliaio di euro al mese, suddivisi equamente tra le due voci.
Un investimento, a spanne, tra i 130.000 e i 210.000 euro per tutto il percorso, a seconda della presenza della borsa di studio o meno.
Parliamo di BASE, con alloggio in campus universitario o condividendo la casa con altri studenti e cucinando a casa quasi tutte le sere, visti i 16,5 euro al giorno di budget per mangiare (500 euro diviso 30 giorni). Senza contare i viaggi di rientro.
Ok.
Tesoro mio anche l'Inghilterra è fantastica (oltre ad essere molto più vicina)! Guarda, al secondo posto c'è Oxford!
12.500 euro l'anno di retta e passa la paura. Costo complessivo circa 100.000 euro.
Accipicchia.
Torno indietro nel tempo con la mente, a 19 anni fa.
Aprile 2000, l'indice delle borse mondiali MSCI WORLD veleggiava a 153 punti, di lì a pochi mesi sarebbe scoppiata la cosiddetta bolla delle "dot.com", azioni di società tecnologiche ipervalutate che fecero crollare le borse mondiali in seguito al loro giusto, seppur epico, ridimensionamento.
Poi ci sarebbero stati gli attentati alle Torri Gemelle nel 2001, il fallimento dell’Argentina nel 2002, l’invasione dell’Iraq da parte degli Usa nel 2003, gli attentati di Madrid nel 2004 e di Londra nel 2005, il fallimento della banca americana Lehman Brother nel 2008 con la conseguente crisi economica e finanziaria più grave dal 1929, il fallimento della Grecia nel 2010 e la crisi dello spread italiano nel 2011, i colpi di stato in Libia e Thailandia nel 2014, gli attentati alla sede parigina di Charlie Hebdo e al Bataclan nel 2015, quelli a Bruxelles nel 2016, i tre attentati in Inghilterra del 2017, l’attentato a Toronto nel 2018.
Solo per citare gli eventi negativi che mi ricordo così su due piedi e che ebbero un impatto molto forte sui mercati finanziari.
Oggi, dopo tutto questo, l’indice MSCI WORLD è a 198 punti.

Se avessi seguito il consiglio del poeta greco Esiodo “Se aggiungi poco al poco, ma lo fai spesso, presto il poco diventerà molto” e in questi 19 anni avessi messo da parte 5 euro al giorno in un piano di accumulo su un fondo azionario internazionale (non serviva nemmeno scegliere il migliore, bastava uno "medio"), oggi a fronte dei 34.350 euro investiti ne avrei ben oltre 62.000.
Un bel pezzo di Oxford.
Con 10 euro di risparmio al giorno lo avrei addirittura potuto mandare ad Harvard: 68.700 euro investiti in totale, oltre 125.000 € di controvalore.
Rifletto.
Il percorso universitario dei figli va pianificato, non improvvisato. E adesso? Vabbè, lui è così bravo che non ha bisogno di andare in prestigiose università.
Rifletto ancora.
Mi sa che mi tocca fare un prestito.
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