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Rappresentazione visiva dell'articolo: Passaggio generazionale: 5 errori da evitare

Autore: Banca Widiba

Data di pubblicazione: 08 giugno 2026

Passaggio generazionale: 5 errori da evitare

Il passaggio generazionale è un tema centrale della pianificazione patrimoniale. Trasferire patrimoni importanti, che possono includere anche aziende, può essere complesso e creare conflitti familiari se non gestito correttamente.

Di seguito vengono riportati 5 errori comuni e che possono essere evitati nel trasferimento agli eredi, di cui tre sono errori che riguardano il passaggio generazionale in senso ampio – quindi la pianificazione successoria comprendente l’intero patrimonio – mentre gli ultimi due sono specifici del trasferimento aziendale.

1. Procrastinare la pianificazione

Innanzitutto, è importante pianificare per tempo la successione. Si tratta di un processo articolato, quindi non si può pensare di aspettare all’ultimo per organizzarlo. Per quanto il decesso venga visto da molti come un tabù e qualcosa a cui non pensare mai in vita, il passaggio agli eredi è un aspetto molto importante della propria esistenza. Aspettare troppo potrebbe portare a ridursi quando non si è più pienamente nelle condizioni fisiche e mentali per affrontare un tema di tale portata. Inoltre, il dialogo con gli eredi è fondamentale: evitare di parlarne fino alla fine, può creare dissapori evitabili se affrontati per tempo.

2. Trascurare gli strumenti legali e finanziari

Ci sono diversi strumenti di tutela a disposizione per il passaggio generazionale. Il primo è uno strumento di natura giuridica: il testamento. Se non si vuole lasciare che il trasferimento patrimoniale sia regolato solo dalle norme della successione legittima, il testamento consente di orientarlo nei limiti previsti dalla legge. In particolare, per lo stesso motivo visto precedentemente: la mera successione legittima potrebbe creare dissapori tra gli eredi. Il testamento è qualcosa da redigere con cura e aggiornare nel tempo.

Ma non c’è solo la legge che fornisce modalità di tutela nell’ambito del passaggio generazionale: ve ne sono diversi anche di natura previdenziale, assicurativa e patrimoniale: basti pensare al trust, alle polizze e al fondo pensione. Si tratta di strumenti molto diversi tra loro, che possono offrire vantaggi in termini di protezione anche dal punto di vista fiscale, ma che sarebbe opportuno valutare caso per caso con una persona esperta.

Documentarsi su queste modalità di trasferimento o comunque affidarsi a chi le conosce bene può essere strategico per la pianificazione successoria.

3. Non coinvolgere gli esperti

Come accennato nel punto precedente, coinvolgere una persona specializzata può rivelarsi davvero utile per gestire correttamente un processo particolarmente complesso e articolato.

Nell’ambito della consulenza private, un consulente finanziario può assumere un ruolo di regia patrimoniale, affrontando anche l’aspetto successorio. È infatti a conoscenza degli strumenti che possono fornire un supporto concreto in questo processo e può rappresentare un punto di riferimento per l’intero nucleo familiare. Tra i suoi obiettivi vi è infatti anche quello di assicurare armonia all’interno della famiglia favorendo il dialogo tra generazioni riguardo tematiche complesse come la gestione del denaro.

4. Presupporre la volontà dell’erede di dirigere l’azienda

Lasciare un’azienda in eredità al figlio non significa automaticamente che quest’ultimo abbia la volontà di dirigerla. Durante la STEP Italy Conference 2026 è stato citato un dato significativo: oltre un terzo dei giovani che sta ereditando imprese non desidera gestirle. Possono essere diversi i fattori, dall’avere altri interessi per il proprio futuro professionale, al “non sentirsi all’altezza”. Quello che è importante tenere presente è che fare sentire obbligato un erede a portare avanti la propria azienda può avere ricadute negative sia sul nucleo familiare sia sul futuro dell’impresa.

5. L’Ombra del Fondatore

Per Founder Shadow, “Ombra del Fondatore”, si intende l’influenza che la cultura e i valori di chi ha fondato l’azienda continuano a esercitare nei confronti di chi viene dopo. Se troppo “forti” e radicati possono avere un impatto negativo sulla struttura decisionale e manageriale. Questo perché l’ombra può soffocare l’autonomia degli eredi, con implicazioni negative per il futuro aziendale.

Rispettare il pensiero dei successori risulta quindi importante, sia per quanto riguarda la decisione di continuare o meno un’attività, sia per quanto concerne il valore attribuito alle idee e alla cultura del successore, per evitare che l’ombra del fondatore diventi un vincolo all’evoluzione dell’impresa.

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